News dello Studio
Aggiornamenti selezionati su bandi, agevolazioni, scadenze e novità normative rilevanti per imprese e professionisti.
La misura
Il credito d'imposta ZES Unica è disciplinato dall'art. 16 del D.L. n. 124/2023 (c.d. Decreto Sud) e rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2026. Consente di ottenere un beneficio fiscale significativo sugli investimenti produttivi realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Chi può beneficiarne
Possono accedere tutte le imprese, indipendentemente da forma giuridica e regime contabile, che:
- sono già operative o si insediano nella ZES Unica;
- realizzano investimenti in strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno (Campania inclusa) e in alcune aree agevolate del Centro Italia.
Sono escluse alcune categorie (es. settore finanziario, energetico, imprese in difficoltà o in liquidazione).
Investimenti agevolabili
Rientrano nel beneficio:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
- immobili strumentali (anche ampliamenti);
- terreni (entro il limite del 50% dell'investimento).
Condizioni principali: investimento minimo € 200.000; tetto massimo € 100 milioni per progetto; esclusione di operazioni infragruppo.
Intensità del beneficio — Campania
| Dimensione impresa | Aliquota massima |
|---|---|
| Piccole imprese | 60% |
| Medie imprese | 50% |
| Grandi imprese | 40% |
Procedura operativa 2026
L'accesso al credito segue una procedura in due fasi:
- Comunicazione preventiva: dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026 — indicazione degli investimenti realizzati e programmati.
- Comunicazione integrativa (obbligatoria): dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027 — attestazione degli investimenti effettivamente realizzati.
La mancata trasmissione comporta decadenza dal beneficio.
Modalità di utilizzo
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, è subordinato a specifica autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate e deve essere indicato in dichiarazione dei redditi. È cumulabile con altri incentivi nei limiti UE.
Vincoli e rischi
Per mantenere il beneficio è necessario:
- mantenere l'attività nella ZES per almeno 5 anni;
- mettere in funzione i beni entro i termini previsti;
- evitare cessioni o dismissioni anticipate.
In caso contrario il credito viene rideterminato o revocato.
Perché agire subito
- Finanziamento limitato → possibile riparto proporzionale;
- Tempistiche rigide → rischio decadenza;
- Necessità di pianificazione preventiva degli investimenti.
| Riferimento normativo | Art. 16 D.L. 124/2023 — Legge di Bilancio 2026 |
| Beneficiari | Tutte le imprese operative nella ZES Unica |
| Investimento minimo | € 200.000 |
| Investimento massimo | € 100 milioni per progetto |
| Aliquota Campania PMI | Fino al 60% (piccole imprese) |
| Utilizzo | Compensazione F24 — previa autorizzazione AdE |
| Comunicazione preventiva | 31 marzo – 30 maggio 2026 |
| Comunicazione integrativa | 3 – 17 gennaio 2027 |
| Vincolo mantenimento | 5 anni |
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La novità normativa
Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore reintroduce una misura storica del sistema Industria 4.0: l'iperammortamento. La disciplina è contenuta nella Legge n. 199/2025 e successivamente modificata dal D.L. n. 38/2026, con applicazione agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
L'iperammortamento rappresenta un ritorno alla leva fiscale come strumento di incentivo, diversamente dagli ultimi anni in cui il sostegno agli investimenti produttivi era passato principalmente attraverso crediti d'imposta e contributi diretti.
Come funziona il meccanismo
L'agevolazione non consiste in un contributo a fondo perduto né in un credito d'imposta utilizzabile in compensazione. Il beneficio opera attraverso una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile.
- Il bene viene contabilizzato al costo effettivo sostenuto
- Ai soli fini fiscali il costo viene "maggiorato"
- Le quote di ammortamento deducibili aumentano
- L'impresa paga meno imposte nel tempo
La misura incide su IRES e IRPEF, ma non produce effetti ai fini IRAP.
Aliquote di maggiorazione per scaglioni
La maggiorazione fiscale varia in base all'importo dell'investimento:
| Fino a € 2,5 milioni | 180% |
| Da € 2,5 a € 10 milioni | 100% |
| Da € 10 a € 20 milioni | 50% |
Il sistema è stato costruito per favorire soprattutto le PMI, concentrando il beneficio più elevato sulla prima fascia di investimento.
Quali beni sono agevolabili
La misura riguarda:
- Beni materiali 4.0: macchinari, impianti e attrezzature interconnessi al sistema produttivo aziendale
- Software e beni immateriali: piattaforme e sistemi digitali collegati ai processi produttivi
- Impianti per energia rinnovabile: impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, sistemi per l'autoconsumo energetico
Novità: eliminazione del vincolo UE/SEE
Una delle principali innovazioni introdotte dal D.L. n. 38/2026 riguarda l'eliminazione del vincolo relativo alla provenienza geografica dei beni.
Nella formulazione originaria la norma limitava l'agevolazione ai beni prodotti in Stati appartenenti all'Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo. Con la modifica 2026:
- Il requisito dell'origine UE/SEE è stato eliminato
- La valutazione si concentra sulle caratteristiche tecniche del bene
- Assume rilievo la corretta qualificazione e l'interconnessione
Criticità operative
Sebbene la misura sia molto interessante, la corretta applicazione presenta diversi profili tecnici delicati:
- Interconnessione del bene: non basta l'acquisizione del macchinario, occorre dimostrare integrazione nel sistema produttivo
- Momento dell'investimento: ordine e pagamento non garantiscono l'accesso — conta il momento fiscalmente rilevante
- Cumulabilità: occorre gestire con precisione il cumulo con altri incentivi (PNRR, contributi regionali)
- Software e cloud: non tutte le formule contrattuali consentono l'accesso all'agevolazione
- Capienza fiscale: il beneficio si distribuisce negli anni — serve la capacità di sfruttare la deduzione
Chi può accedere
Possono beneficiare dell'iperammortamento:
- Società di capitali
- Società di persone
- Ditte individuali
- Enti commerciali
- Soggetti titolari di reddito d'impresa
Gli investimenti devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio italiano. Sono esclusi soggetti in liquidazione, imprese fallite senza continuità e imprese destinatarie di sanzioni interdittive.
Il bando in sintesi
Il PR Campania FSE+ 2021-2027 (Azioni 1.a.2 e 4.a.7) stanzia 50 milioni di euro per incentivare l'occupazione stabile attraverso contributi a fondo perduto alle imprese e ai soggetti economici che hanno effettuato nuove assunzioni.
Chi può presentare domanda
- Imprese iscritte al Registro Imprese
- Liberi professionisti iscritti ad albo/ordine/collegio
- Lavoratori autonomi con P.IVA iscritti alla Gestione Separata INPS
- Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS
Il richiedente deve avere sede operativa o unità produttiva in Campania, essere in regola con il DURC, non essere in procedure concorsuali e non aver effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti ogni assunzione incentivata.
Assunzioni incentivabili
Sono agevolabili le assunzioni effettuate dal 1° ottobre 2024 con:
- Tempo indeterminato full-time o part-time (minimo 50%)
- Tempo determinato di durata minima 12 mesi, full-time o part-time (minimo 50%)
- Apprendistato professionalizzante full-time di durata minima 12 mesi
Il lavoratore deve essere maggiorenne, residente in Campania, disoccupato o inoccupato alla data dell'assunzione.
Importi del contributo
- € 15.000 per assunzione a tempo indeterminato full-time
- € 6.000 per tempo determinato full-time (minimo 12 mesi)
- € 6.000 per apprendistato professionalizzante full-time (minimo 12 mesi)
- Per i contratti part-time (minimo 50%): importo proporzionale alle ore
Maggiorazioni
- Fino a € 1.000 per assunzione di donne
- Fino a € 1.000 per persone con disabilità (solo oltre quota obbligatoria L. 68/99)
- Fino a € 2.000 per soggetti con percorsi formativi finanziati da GOL o FSE+
Le maggiorazioni non sono cumulabili tra loro: si applica solo quella più favorevole.
Mantenimento del rapporto
- 18 mesi per i contratti a tempo indeterminato
- 12 mesi per tempo determinato e apprendistato
Cumulo con altri incentivi
Il contributo è cumulabile con altri benefici per la stessa assunzione, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento, del tetto de minimis (€ 300.000 nel triennio) e del limite del costo effettivo del lavoro.
| Programma | PR Campania FSE+ 2021-2027 |
| Azioni | 1.a.2 e 4.a.7 |
| Dotazione | € 50.000.000 |
| Forma | Contributo a fondo perduto — de minimis |
| Massimale de minimis | € 300.000 nel triennio |
| Assunzioni ammesse | Dal 1° ottobre 2024 |
| Terza finestra | Assunzioni fino al 31/12/2025 |
| Domande | 14 aprile – 28 aprile 2026 |
| Presentazione | Solo online — Servizi Digitali Regione Campania |